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		<title>Business coaching: capire la crisi 3-La bolla del credito e quella del superfluo</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Feb 2012 20:32:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>federico</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ci siamo lasciati lo scorso blog con il raccontare le due bolle vaganti e ancora esplose solo in parte: quella del Real Estate e quella del Mercato azionario. Ma sappiamo che le bolle più o meno concomitanti sono 6 e la loro concentrazione in un periodo di tempo così breve fa sì che la crisi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ci siamo lasciati lo scorso blog con il raccontare le due bolle vaganti e ancora esplose solo in parte: quella del Real Estate e quella del Mercato azionario. Ma sappiamo che le bolle più o meno concomitanti sono 6 e la loro concentrazione in un periodo di tempo così breve fa sì che la crisi non sia una crisi come le altre. E&#8217; un evento di proporzioni globali. Ma andiamo con ordine e vediamo le altre 4 bolle dentro le quali galleggia l&#8217;economia americana (e non solo) e quali  effetti  potrebbero causare quando scoppieranno.</p>
<p><a href="http://thenextstep.it/wp-content/uploads/2012/02/get-a-payday-loan1.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1799" title="get-a-payday-loan" src="http://thenextstep.it/wp-content/uploads/2012/02/get-a-payday-loan1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p><strong><em>Bolla #3) Indebitamento privato (ovvero il credito facile)</em></strong> : Si tratta di tutte quelle forme di finanziamento a cui il singolo privato cittadino può accedere. Dai mutui, alle carte di credito, ai prestiti personali, agli acquisti a rate, al leasing per comprare un&#8217;auto ecc&#8230; Diciamo che questa bolla ancora non è nella fase di scoppio. Ma lo farà inevitabilmente quando il popolo americano si sveglierà dal &#8220;sonno della ragione&#8221; in cui si accorgerà che il prestito facile non sarà più &#8220;facile&#8221; e che i tassi (oggi ancora pericolosamente bassi) inizieranno ad impennarsi repentinamente. Per capire questo punto occorre entrare nella psicologia sociale del popolo americano che era entrato (e secondo me lo è ancora) in un forma di ottimismo senza fine dove le cose che vanno bene, <strong><em>perché mai dovrebbero cominciare ad andare male?</em></strong> Sotto l&#8217;onda della fiducia nella crescita e del benessere senza fine i tassi dei prestiti sono rimasti bassi e i controlli (da parte delle banche) su chi prende in prestito alquanto labili e superficiali. Certo il 2008-2009 hanno causato una prima ondata di default, ma si trattava di veri default ossia persone che avevano fatto ad esempio un mutuo il quale poi era andato veramente male (complice ovviamente la bolla real estate) lasciando persone senza casa e senza lavoro. Una questione di &#8220;<strong><em>fiducia</em></strong>&#8221; quindi, spinta da una ondata di popolare ottimismo: le <strong><em>persone</em></strong> adesso però non si fidano più della solidità del loro posto di lavoro o di &#8220;quello che succederà&#8221; e sono meno propensi ad imbarcarsi in nuovi mutui o prestiti anche se le condizioni del credito sono ancora favorevoli; le <strong><em>banche</em></strong> non si fidano più del primo che passa: adesso stanno con gli occhi aperti ad affidare solo i richiedenti &#8220;qualificati&#8221; e solidi. Questo vale per il futuro. <strong><em>Ma il passato? </em></strong>Anni e anni di sfrenato ottimismo hanno riempito le banche di crediti di persone &#8220;possessori di case&#8221; i cui prezzi stanno scendendo e molti di quei debitori non hanno i mezzi per ripagare il debito.  L&#8217;insieme di questi due aspetti della medaglia &#8220;fiducia&#8221; (persone e banche)  rappresenta la prossima bolla che scoppierà non appena le altre due (immense) del dollaro e del debito pubblico inizieranno a manifestare i loro effetti. I &#8220;bad loans&#8221; andranno persi (sempre di più trascinati da quei tristemente famosi &#8220;toxic assets&#8221;) sempre di più trascinando le banche verso livelli di sofferenze mai sperimentati prima. Questo causerà allora un vero (e molto peggiore) blocco del credito e ulteriore rischio di default per privati e banche e che travolgerà non solo i prestiti &#8220;cattivi&#8221; ma anche quelli &#8220;buoni&#8221; quando il livello di inflazione spingerà i tassi di interesse verso il cielo. E a quel punto la bolla sarà in fase di scoppio.  Come controllare l&#8217;evolversi di questa bolla? Basta guardare un semplice grafico che mostra <strong><em>il rapporto tra l&#8217;indebitamento privato dei possessori di case e il reddito individuale prodotto</em></strong> (come pubblicato dalla Fed e dal<a href="http://www.bea.gov/"> U.S. Bureau of Economic Analysis</a>). Si noterà che tra il 1995 e il 2001 questo rapporto si manteneva tra  l&#8217;80% e il 90%, mentre dal 2002 in poi ha iniziato una ascesa sfrenata fino a toccare punte del 125% nel 2008. A tutto il 2010 risultava ancora del 120%.</p>
<p><a href="http://thenextstep.it/wp-content/uploads/2012/02/lamborghini-murcielago-lp6401.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1800" title="lamborghini-murcielago-lp640" src="http://thenextstep.it/wp-content/uploads/2012/02/lamborghini-murcielago-lp6401-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p><strong><em>4) Bolla delle Spese Superflue:</em></strong> beh, non c&#8217;è da meravigliarsi : una stragrande fetta delle economie occidentali da quella americana a quella del vecchio continente (e in via crescente a quelle dei paesi emergenti) si bassa sulla produzione e vendita di <a href="http://www.datamangroup.com/DiscretionarySpendIndex.asp">beni superflui o discrezionali</a>. Sono quelle cose che compriamo ma che non rivestono quelle caratteristiche di necessità. Questa bolla è figlia diretta di quella ondata di ottimismo (perché mai le cose dovrebbero andare male?) e di credito facile visto nella bolla precedente. E&#8217; evidente che mano a mano che qualcuno perde il posto di lavoro (dove non ci sono ammortizzatori sociali che tengano) questo ha un effetto devastante sulle spese discrezionali che sono le prime ad essere tagliate da ogni budget che si rispetti. Non solo: se qualcuno perde il posto ecco che inizia il contagio della paura per cui si crea un effetto palla di neve che causerà il blocco delle spese superflue con un danno economico di portata globale (ed epocale direi).Questo meccanismo porta a una diminuzione del fatturato delle imprese che producono tali beni che , per mantenere la propria competitivita&#8217;, dovranno  diminuire la forza lavoro o spostarsi in zone piu&#8217; convenienti creando ulteriore disoccupazione . La bolla quindi è questo spendere esagerato (anche non a credito come suggerisce la bolla n.3 descritta in precedenza) su beni non indispensabili che a un certo punto inizierà a precipitare (sotto l&#8217;onda emotiva di cupi scenari sempre più verosimili).</p>
<p><strong><em>Come accorgersi dell&#8217;imminente scoppio di questa bolla?</em></strong> Qui credo sia sufficiente la nostra sensibilità di osservatori quando andiamo in giro nelle nostre città: osserviamo i negozi di elettronica, di moda, di bigiotteria, le auto e relativa cilindrata,i supermercati e cosa c&#8217;e&#8217; nei carrelli delle persone in fila con noi&#8230; Oppure anche l&#8217;affollamento delle località turistiche, o le code in entrata o in uscita dalle città nei weekend &#8230;.</p>
<p>La storia delle bolle si infittisce ma inizia ad apparire sempre più chiaro come già il mix di queste 4  sia una miscela ad alto rischio per qualsiasi economia a partire da quella americana con conseguenze su tutto il mondo. Stiamo cominciando a capire l&#8217;anomalia di questa crisi e di cosa la rende così pericolosa e unica, la loro struttura e la loro concentrazione tutte insieme nello stesso periodo.</p>
<p>Nel prossimo blog parleremo delle ultime due bolle (quella del dollaro e quella del debito pubblico americano)  non senza prima però aver parlato di come le Autorità politiche e monetarie americane stiano cercando di prevenire questi scoppi devastanti. Il che ci porterà inevitabilmente a parlare di&#8230;.al prossimo blog&#8230;</p>
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		<title>Business coaching: capire la crisi 2-La bolla immobiliare e quella della Borsa</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Feb 2012 10:15:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>federico</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Come ricordate nel precedente blog abbiamo parlato delle 6 bolle concatenate (negli USA) che stanno causando questa miscela esplosiva di instabilità e recessione economica in tutto il mondo occidentale. In questo blog vorrei mostrarvi alcuni parametri e indicatori economici che ci possono aiutare a scoprire quando un mercato è in &#8220;bolla&#8221; e quindi starne opportunamente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come ricordate nel precedente blog abbiamo parlato delle <strong><em>6 bolle concatenate (negli USA)</em></strong> che stanno causando questa miscela esplosiva di instabilità e recessione economica in tutto il mondo occidentale. In questo blog vorrei mostrarvi alcuni parametri e indicatori economici che ci possono aiutare a scoprire quando un mercato è in &#8220;bolla&#8221; e quindi starne opportunamente alla larga. Innanzi tutto vogliamo <strong><em>definire meglio il concetto di bolla</em></strong> così siamo in grado di identificarla per tempo.Ecco una definizione tra le tante che mi è particolarmente piaciuta: si definisce &#8220;<strong><em>bolla</em></strong>&#8221; il valore di un asset (attività) che momentaneamente si gonfia e alla fine scoppia a causa di un cambiamento psicologico di un gruppo di investitori invece che a causa di sottostanti fondamentali indicatori economici che siano sostenibili nel corso del tempo. Con questa premessa diamo una occhiata alle 6 bolle concatenate pericolosamente che dal 2008 hanno cominciato (sgonfiandosi) a spingere in piena recessione il mondo occidentale (e non solo come vedremo nei prossimi blog):</p>
<p><a href="http://thenextstep.it/wp-content/uploads/2012/02/real-estate-agent1.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1778" title="200310310-001" src="http://thenextstep.it/wp-content/uploads/2012/02/real-estate-agent1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p>1)<strong><em> Bolla Real Estate (ossia Immobiliare):</em></strong> sappiamo che è nata negli USA ma ricordiamo gli effetti devastanti anche in UK, in Spagna e in altri paesi extraeuropei. Come identificare l&#8217;esistenza di una bolla in questo settore? Bastava guardare alcuni indicatori per accorgersi (obiettivamente) che qualcosa si stava muovendo in modo anomalo nei prezzi di questo settore. Infatti i prezzi delle case (sempre riferito al mercato USA) secondo l&#8217;House Price Index rettificati dell&#8217;inflazione dal 1890 sono cresciuti in modo molto modesto fino al 1990 salvo poi esplodere (raddoppiando) nello spazio di appena 10 anni. L&#8217;Indice che aveva toccato punte di 110/120 punti all&#8217;inizio degli anni &#8217;90 aveva superato i 200 punti. Da considerare che i salari e stipendi delle persone che compravano case  nello stesso periodo era cresciuto soltanto del 2%.Ossia la crescita dei prezzi delle case aveva superato in modo così palesemente eclatante la crescita economica (e demografica) dei nuovi proprietari di case che anche il più cieco degli analisti avrebbe potuto accorgersi della imminente esplosione al ribasso della bolla immobiliare. Non solo, teniamo anche conto dell&#8217;aumento demografico della nostra popolazione per capire se la domanda di case possa nascere anche da un maggior numero di persone che ne abbiano bisogno. Direi che l&#8217;unica spinta sostanziale in questo senso può nascere soltanto dalla immigrazione, visti i modesti livelli di natalità riscontrati in Italia.</p>
<p><strong><em>Business Coaching action</em></strong>: teniamo sotto controllo nelle zone geografiche di nostro interesse l&#8217;andamento dei prezzi delle case (o degli immobili che ci interessano, come quelli industriali,negozi ecc..) attraverso fonti di rilevamento affidabili come <a href="http://www.scenari-immobiliari.it/ITPublic/fset00.aspx">Scenari Immobiliari</a> oppure le sintesi pubblicate periodicamente dal Sole 24 Ore. E teniamo sotto controllo le <a href="http://dati.istat.it/?lang=it">statistiche di aumento stipendi e salari</a> come rilevato ad esempio dall&#8217; <a href="http://www.istat.it/it/">Istat</a> nel suo sito e quelle dell&#8217;aumento demografico.</p>
<p><a href="http://thenextstep.it/wp-content/uploads/2012/02/stock-market-today-results.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1775" title="stock-market-today-results" src="http://thenextstep.it/wp-content/uploads/2012/02/stock-market-today-results-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p>2) <strong><em>Bolla Stock Market (Mercato azionario)</em></strong>: è vero stiamo parlando degli USA, ma vale la pena ricordare come ciò che succede nella economia più potente del mondo (ancora) abbia riflessi immediati sul resto delle economie del pianeta. Per questo occorre analizzare anche questa seconda bolla scoppiata in parte ma ancora estremamente pericolosa . Le variabili chiave sono alquanto semplici: da un lato abbiamo un <strong><em><a href="http://yhoo.it/dowjones_TNS">DOW Jones</a></em></strong> (l&#8217;indice del paniere dello Stock Market americano) che è cresciuto dal 1929 al 1981 solo del 300% (nonostante la grandissima crescita economica degli USA in quel periodo), mentre il DOW Jones tra il 1982 e il 2008 è cresciuto del 1400% !!! Da un altro lato osserviamo che  gli utili delle aziende del paniere del DOW non sono certo cresciuti di quelle percentuali. Altro fattore, come evidenziato dal premio Nobel Milton Friedman, risulta dall&#8217;andamento sostanzialmente parallelo tra crescita degli utili e PIL (Prodotto Interno Lordo, ovvero il <strong><em><a href="http://www.tradingeconomics.com/united-states/gdp-growth">GDP</a></em></strong> americano, Gross Domestic Product). Sicuramente nel periodo considerato 1982-2008 non sono certo saliti del 1400% né gli utili né il GDP!!! Siamo quindi in presenza di una evidente &#8220;<strong><em>bolla finanziaria</em></strong>&#8221; che ancora non è scoppiata del tutto. Per coloro che avessero ancora dubbi c&#8217;è un altro indicatore a supporto di questa bolla finanziaria: <strong><em>il rapporto % tra le attività finanziarie nel loro complesso (financial assets) e il GDP</em></strong> (ossia il PIL americano). L&#8217;analisi di questo rapporto mostra che mentre nel periodo 1960-inizi anni &#8217;80 ha oscillato senza particolari variazioni intorno al 450%, dopo il 1980 ha cominciato a salire vertiginosamente fino a raggiungere all&#8217;inizio del 2008 il 1000%. Se non è &#8220;bolla&#8221; questa??? Certo c&#8217;e&#8217; da dire che dopo lo scivolone delle Borse del 2008, il mercato azionario ha ripreso fiato ma non dimentichiamo che in quest&#8217;ultimo periodo dal 2008 ad oggi la FED (Federal Reserve) ha iniziato una massiccia azione di money printing  (ossia stampa di dollari) che notoriamente alimenta la ripresa degli indici azionari a causa della maggiore liquidità immessa nel sistema. Quindi occhi molto aperti sulla bolla finanziaria del mercato azionario americano (e delle relative conseguenze). Se volete iniziare ad interessarvi a queste (ed altre) variabili macroeconomiche fondamentali vi consiglio questo sito che riassume i principali indicatori delle principali economie mondiali: <a href="http://www.tradingeconomics.com/">www.tradingeconomics.com </a></p>
<p><strong><em>Business Coaching action</em></strong>: Osserviamo attentamente e congiuntamente la forbice tra gli indici azionari che ci interessano (incluso e soprattutto quello USA) e la crescita reale dell&#8217;economia sottostante (PIL/GDP). Se volete concentrarvi su un titolo, ricordiamoci di osservare il P/E (rapporto Price/Earnings, ossia Prezzo/Utili) come riportato da tutti i maggiori quotidiani economici nazionali e internazionali o anche su innumerevoli siti finanziari (come <a href="http://finance.yahoo.com/">Yahoo finance</a>) per capire quanto &#8220;gonfiato&#8221; sia un prezzo rispetto al &#8220;fondamentale&#8221; degli utili prodotti da quella società.</p>
<p>Al prossimo Blog, dove parleremo delle altre 4 bolle e dei rischi complessivi che la nostra economia potrebbe incontrare mano a mano che queste &#8220;bolle&#8221; congiunte inevitabilmente scoppieranno. Come difenderci, come reagire o addirittura approfittare di questa situazione assolutamente mai sperimentata prima?</p>
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		<title>Business coaching: capire la crisi 1-Le 6 bolle&#8230;</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 15:50:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>federico</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Voglio iniziare una serie di blog che aiutino a capire almeno alcune cose di questa che ha l'aria di essere una crisi di lungo periodo (speriamo di no ovviamente). Lo so che siamo già stufi di questa parola che evoca tasse, cancellazione di ordini, difficoltà di crescita e sviluppo eccetera. Però credo sia importante per tutti fare uno sforzo che vada oltre le dichiarazioni ufficiali dei politici (o dei tecnici) per capire cosa sta succedendo davvero (almeno nel mondo occidentale) e quindi tenerci pronti a difendere meglio il nostro business il nostro lavoro, i nostri risparmi. Lo farò come sempre in modalità Business Coaching, come dovessi aiutare un A.D. o un imprenditore a capire meglio come difendersi prima di ritornare all'attacco sui mercati.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Voglio iniziare una serie di blog che aiutino a capire almeno alcune cose di questa che ha l&#8217;aria di essere una crisi di lungo periodo (speriamo di no ovviamente). Lo so che siamo già stufi di questa parola che evoca tasse, cancellazione di ordini, difficoltà di crescita e sviluppo eccetera. Però credo sia importante per tutti fare uno sforzo che vada oltre le dichiarazioni ufficiali dei politici (o dei tecnici) per capire cosa sta succedendo davvero (almeno nel mondo occidentale) e quindi tenerci pronti a difendere meglio il nostro business il nostro lavoro, i nostri risparmi. Lo farò come sempre in modalità <strong><em>Business Coaching</em></strong>, come dovessi aiutare un A.D. o un imprenditore a capire meglio come difendersi prima di ritornare all&#8217;attacco sui mercati.</p>
<p>Inizierò questa storia partendo dall&#8217;America dell&#8217;ormai famoso 2008. Tutti ricorderanno la crisi immobiliare, la caduta a picco delle Borse e il salvataggio del governo americano di alcuni istituti di credito (mentre altri naufragarono tristemente, vedi Lehman Brother). Beh senza rifare la storia di quello che già si sa, quella esperienza e le conseguenze che ne seguirono (ossia i riflessi in tutto il mondo, anche da noi in Europa/Italia),  potrebbero essere solo l&#8217;inizio di un trend recessivo molto pesante i cui sviluppi negativi futuri potrebbero essere ben peggiori di quel 2008.</p>
<p><a href="http://thenextstep.it/wp-content/uploads/2012/01/bolla_arcobaleno.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1743" title="bolla_arcobaleno" src="http://thenextstep.it/wp-content/uploads/2012/01/bolla_arcobaleno-294x300.jpg" alt="" width="176" height="180" /></a></p>
<p>Spesso diciamo che nel mondo occidentale abbiamo vissuto negli ultimi 30 anni &#8220;<strong>al di sopra dei nostri mezzi</strong>&#8221; spendendo (come Nazioni, ma anche come individui)  più di quanto fossimo in grado di produrre o incassare generando valore. Questo è sicuramente vero, ma che effetti perversi ha causato nell&#8217;economia questo vivere al di sopra dei nostri mezzi? Ecco che ci viene in aiuto (si fa per dire) il concetto di &#8220;<strong>bolla economica</strong>&#8220;. Ricordate il delirio delle &#8220;dotcom&#8221; tra la fine degli anni 90 e il nuovo millennio con i prezzi delle azioni di internet alle stelle? Quella era la &#8220;<strong>bolla internet</strong>&#8220;. Chi non se la ricorda? Ricordate anche lo scoppio della bolla nel 2001 circa e la strage di fallimenti e chiusure che ne conseguì allorquando qualcuno si accorse che dietro la crescita sproporzionata dei prezzi delle società dotcom invece che fatturato e soldi concreti c&#8217;erano soltanto tante idee e montagne di debiti. Il fatto è che oggi possiamo vedere il fenomeno adesso che è successo, ma mentre si è dentro la bolla non si vede nulla. E&#8217; difficile essere lucidi e razionali nei fondamentali economici quando la frenesia magica dei prezzi che salgono ti da alla testa. Come si fa a dire &#8220;basta&#8221; ho guadagnato troppo, adesso basta, quando l&#8217;euforia fa sembrare che tutto non debba mai avere fine? Eppure l&#8217;economia prima o poi presenta il conto, l&#8217;economia è matematica logica fredda e razionale. E tutto deve tornare alle logiche di fondo: le leggi della domanda e dell&#8217;offerta e la generazione di vero valore concreto e misurabile e possibilmente di lungo periodo.</p>
<p><a href="http://thenextstep.it/wp-content/uploads/2012/01/bubble-pops.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1746" title="bubble-pops" src="http://thenextstep.it/wp-content/uploads/2012/01/bubble-pops-300x172.jpg" alt="" width="180" height="103" /></a></p>
<p><strong>Quello che è difficile, è accorgersi di essere in una cosiddetta &#8220;bolla&#8221;</strong> ossia in una situazione di crescita di prezzi anomala in una certa area o settore dell&#8217;economia. Si parla di &#8220;Bolla speculativa&#8221;, spesso solo quando ci accorgiamo che è scoppiata (o è tardi per accorgersi sche sta per scoppiare).</p>
<p>Oggi una corrente sempre più disincantata di analisti finanziari ha identificato l&#8217;esistenza di 6 bolle speculative negli USA i cui effetti concatenati e simultanei non solo si sono già manifestati nel 2008 per almeno 4 di queste, ma gli effetti di quell&#8217;anno non si sono ancora completamente conclusi, ossia, le bolle sono scoppiate solo parzialmente.  Tutto ebbe inizio fina dagli anni &#8217;80 quando gli USA decisero di lasciar correre il debito pubblico per  favorire la crescita economica del loro paese. Senza rendersi conto di mettere in moto quasi contemporaneamente 6 micidiali bolle speculative che ovviamente all&#8217;inizio nessuno poteva immaginare arrivassero agli attuali livelli di pericolosità, ma che adesso appaiono (ad alcuni attenti osservatori) in tutto il loro spettrale chiarore. Quali sono queste 6 &#8220;bolle&#8221;? Eccole:</p>
<p>1) Real Estate (ossia, bolla immobiliare)</p>
<p>2) Borse valori</p>
<p>3) Indebitamento personale (Credito al consumo)</p>
<p>4) Spese superflue</p>
<p>5) Prezzo del Dollaro USA</p>
<p>6) Debito Pubblico</p>
<p>Le prime 4 hanno cominciato a manifestarsi tra il 2008 e 2009 partendo dagli USA e invadendo a poco a poco anche le economie del resto del mondo. Poi, nel 2010 le cose sono sembrate fermarsi (parlo delle crescite economiche dei Paesi coinvolti), ma il 2011 ci ha fatto capire che le 4 bolle non sono scoppiate del tutto, anzi il loro scoppio è stato solo parziale.</p>
<p>Che cosa succede adesso, o cosa succederà (bolla per bolla) negli USA (e quindi al resto dell&#8217;occidente ma non solo) mano a mano che queste bolle andranno a scoppiare (quasi contemporaneamente). Perché di tutto si può discutere, fuorché del fatto che per sua natura una bolla nasce e inevitabilmente scoppia. Si ma quando? Ne riparliamo nel prossimo Blog&#8230;..</p>
<p><a href="http://thenextstep.it/wp-content/uploads/2012/01/bolle.gif"><img class="alignnone size-medium wp-image-1742" title="bolle" src="http://thenextstep.it/wp-content/uploads/2012/01/bolle-300x225.gif" alt="" width="180" height="135" /></a></p>
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		<title>2012:l&#8217;Anno della verità. Diventiamo Coach di noi stessi</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Jan 2012 15:15:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>federico</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Questo è l'Anno della verità. In che senso? nel senso che o ci decidiamo a cavalcare il cambiamento che sta arrivando (anzi è già arrivato da un po' e non vogliamo accorgercene), oppure prepariamoci a esserne travolti. Dagli eventi, dalle circostanze ,dalla realta' che avanza a ritmi velocissimi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Inauguriamo la prima settimana del nuovo anno con qualcosa di diverso: basta gli auguri stantii e riciclati e le speranze di sogni e desideri che tanto sappiamo che rimangono nel cassetto sommersi dalla quotidianità e dalla frenesia degli eventi.</p>
<p><strong><em>Questo è l&#8217;Anno della verità.</em></strong> In che senso? nel senso che o ci decidiamo a cavalcare il cambiamento che sta arrivando (anzi è già arrivato da un po&#8217; e non vogliamo accorgercene), oppure prepariamoci a esserne travolti. Dagli eventi, dalle circostanze ,dalla realta&#8217; che avanza a ritmi velocissimi.</p>
<p>In questo processo  se non vogliamo farci aiutare da un Coach (soprattutto Business di questi tempi),almeno  impariamo a diventare Coach di noi stessi  molto in fretta. Non solo. Impariamo (sempre in fretta) a diventare leader di noi stessi e ad influenzare positivamente, con una comunicazione splendida ed efficace, con una vision chiara, e con una credibilità che viene dal nostro vissuto, tutti coloro che ci sono vicini. Nel momento della confusione (e ditemi voi se questa non è confusione&#8230;) il leader è anche un grande <strong><em>Coach</em></strong> e un grande <strong><em>Coach</em></strong> è (e non potrebbe essere altrimenti) un grande leader. A cominciare da se stessi. Ovvio che quando il mare si fa grosso e le nuvole sempre più nere viene voglia di starsene tranquilli ad aspettare che tutto passi. Ma noi abbiamo una serie di responsabilità verso noi stessi e le nostre famiglie o amici o persone della nostra comunità cui non possiamo sottrarci.</p>
<p>Abbiamo tutte  le risorse per attuare cio&#8217;? Speriamo. Una volta, quando il Coaching muoveva i primi passi, si diceva (e ancora moltissimi Coach anche affermati lo dicono anche adesso) &#8220;tu hai tutte le risorse dentro di te&#8230; devi solo tirarle fuori e crederci&#8230;&#8221;. ma generalmente dentro di noi al massimo ci può essere <strong><em>l&#8217;INTENZIONE</em></strong> ad agire, ci può essere la <strong><em>VOLONTA</em></strong>&#8216; ad agire, ma le risorse  che servono ce le dobbiamo andare a procurare se vogliamo fare gli skipper di questa barca che si deve preparare a mari grossi e a Oceani tumultuosi. Come? <strong><em>Investendo su noi stessi</em></strong>, NON a casaccio, ma in modo mirato sulle aree che sentiamo essere più deboli.</p>
<p>Facciamo un esempio: se sentite che di economia  capite poco e comprendere i processi  dell&#8217;economia in generale   sentite  che e&#8217; importante  per il futuro della vostra azienda, del vostro  lavoro, della sicurezza della vostra famiglia e della vostra attività, <strong><em>decidete di investire in corsi e seminari</em></strong> (indipendenti) di qualità che vi servano a capire cosa davvero sta succedendo (almeno a grandi linee) e a come ripararvi dai prossimi scenari belli o brutti che siano.</p>
<p>Se sentite che gli eventi esterni vi stanno &#8220;travolgendo&#8221; ecco che è il momento di investire davvero sulla vostra leadership guardando con fermezza e decisione la vostra vision aziendale e il vostro percorso verso dove vorreste dirigervi.</p>
<p>E ricordate che oggi, <strong><em>ASPETTARE</em></strong>, che &#8220;qualcosa succeda&#8221; <strong><em>è la cosa più pericolosa del mondo</em></strong>. Oggi è il momento di <strong><em>AGIRE</em></strong> e <strong><em>DECIDERE</em></strong> di essere voi a governare il cambiamento che deve partire da voi stessi. Cambiare non vuol dire abbandonare il passato e tagliare le proprie radici, vuol dire <strong><em>INCLUDERE</em></strong> nella vostra vita <strong><em>NUOVE esperienze e nuove abitudini</em></strong> salutari, utili e molto più adatte ai tempi (immensamente incerti) che stiamo vivendo. Vuol dire <strong><em>SPERIMENTARE</em></strong> scenari e modelli di qualità della vita diversi (non peggiori o migliori), adatti ad affrontare situazioni nuove e diverse (con prudenza e serenità). Ecco perché questo 2012 è per me e mi auguro anche per voi l&#8217;anno della verità. Utilizzatelo per fare prove concrete di cambiamento, nel vostro ambito lavorativo, nelle vostre abitudini , nei rapporti coi vostri familiari e amici, nel modo di condurre il vostro business. Ecco, con nuove verità  questo anno sarà una miniera di nuove scoperte.</p>
<p>Diventate leader, diventate Coach di voi stessi e delle persone che decideranno di seguirvi&#8230;!!!</p>
<p>Buon 2012!!!  <strong><em>Let&#8217;s hope it&#8217;s a good one without any fear!!(John Lennon)</em></strong></p>
<p><strong><em><a href="http://thenextstep.it/wp-content/uploads/2012/01/2012-54655-11.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1677" title="2012-54655-1" src="http://thenextstep.it/wp-content/uploads/2012/01/2012-54655-11-300x193.jpg" alt="" width="300" height="193" /></a></em></strong></p>
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		<title>Buon Natale:il lifestyle ordinato è esaurito !!!</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Dec 2011 18:16:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>federico</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Buon Natale, si fa presto a dire la stessa frase, gli stessi auguri come se nulla fosse o come se nulla stesse succedendo. Sta succedendo e sta succedendo ora, qui, in Occidente, ma forse (anzi, quasi certamente) anche in Asia (nelle famose economie emergenti). Cosa? Beh, sta succedendo che  lo stile di vita come ci [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>Buon Natale,</em></strong> si fa presto a dire la stessa frase, gli stessi auguri come se nulla fosse o come se nulla stesse succedendo. Sta succedendo e sta succedendo ora, qui, in Occidente, ma forse (anzi, quasi certamente) anche in Asia (nelle famose economie emergenti). Cosa? Beh, sta succedendo che  lo stile di vita come ci eravamo abituati è leggermente esaurito. Almeno qui nel vecchio Occidente. Mi sono ispirato al <strong><em>bellissimo murales di Bansky</em></strong> creato a Londra in questi giorni che recita proprio come nella foto che ho allegato a questo mio blog. Il bello è che nessuno ancora vuole crederci. Ci comportiamo (almeno mentalmente) come se il prossimo futuro ci consentirà ancora di fare e disfare, viaggiare e comprare, disporre e proporre come se poi tutta l&#8217;economia continuasse a crescere come ci eravamo abituati. <strong><em>Adesso vorrei che fosse chiaro che qui non si tratta di pessimismo od ottimismo. </em></strong>Qui si tratta di capire che se guadagno 10 e spendo 100 questo non può durare per sempre. Quindi non facciamoci ingannare  da coloro che credono che poi tutto torna come prima e che il peggio è passato. No, il peggio, (ma diciamolo in modo sereno e consapevole) forse deve ancora venire.</p>
<p>Adesso non voglio parlarvi di indicatori, proiezioni e &#8220;sentiment&#8221; di mercato, proprio la sera di Natale. Ma quello che voglio dire che come la cicala e la formica che avevano due visioni del futuro diverse, adesso anche a noi tocca decidere come comportarci. Possiamo scegliere la <strong><em>tecnica dello struzzo</em></strong> (testa sotto sabbia e vai avanti come se nulla fosse) e la  <strong><em>tecnica della formica</em></strong>(prepariamoci per l&#8217;inverno che stavolta non termina il 21 marzo, ma andrà avanti per un po&#8217;). Allora che fare? Mah, io non mi dispererei troppo come fanno tanti amanti del passato a rimpiangere lo scialo degli anni andati (si, perché di scialo si è trattato fino adesso), ma cercherei di ricordare  che quando eravamo negli anni 60 esisteva uno stile di vita più sobrio e misurato e che comunque ci faceva stare bene insieme con una frazione del superfluo che abbiamo adesso. Il bello è che lo dicevamo anche anni fa, ma era più una cosa Eticamente e Moralmente sentita da alcuni mentre la festa dei  consumi imperversava.</p>
<p>Adesso che ora anche <strong><em>Economicamente</em></strong> ci accorgiamo che non si può sostenere uno stile di vita così sproporzionato dalla creazione di ricchezza reale, ecco che ci spaventiamo. Non c&#8217;e&#8217; nulla da spaventarci. Occorre spendere di meno, molto di meno e in modo molto più intelligente sulle cose di valore. Il buio sarà lungo perché quando i consumi della classe media (vero motore delle economie occidentali) si restringono (e di parecchio) ecco che tutti piangono. Il credito (crunch) si farà sentire e ci toccherà abbassare di molto il nostro superfluo .</p>
<p><strong><em>Comunque Buon Natale a tutti coloro che cambieranno stile di vita</em></strong> in fretta riscoprendo tante cose piccole e semplici ma ricche di significato. A cominciare da farci gli auguri in modo più sincero e genuino, con meno Iphone e più tortellini, con meno SUV e più golf che tengono caldo, con meno profumi e più pannelli solari.</p>
<p><strong><em>Auguri a tutti, ne avremo bisogno&#8230;.</em></strong></p>
<p><strong><em><a href="http://thenextstep.it/wp-content/uploads/2011/12/banksy11.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1652" title="banksy1" src="http://thenextstep.it/wp-content/uploads/2011/12/banksy11-300x198.jpg" alt="" width="300" height="198" /></a></em></strong></p>
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		<title>Il Business è performance (sostenibile)&#8230;</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Dec 2011 23:11:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>federico</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A furia di parlare di crisi, di manovra fiscale e di sacrifici ci stiamo dimenticando che fare business vuol dire soprattutto due cose: fare relazioni di altissimo livello e fare performance. Parlo a livello post industriale, ossia di dove dovranno andare (oserei dire emigrare) tutte le PMI che vorranno accettare la sfida e sopravvivere. Conterà [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A furia di parlare di crisi, di manovra fiscale e di sacrifici ci stiamo dimenticando che <strong><em>fare business vuol dire soprattutto due cose:</em></strong> fare relazioni di altissimo livello e <strong><em>fare performance</em></strong>. Parlo a livello post industriale, ossia di dove dovranno andare (oserei dire emigrare) tutte le PMI che vorranno accettare la sfida e sopravvivere.</p>
<p><strong><em>Conterà soltanto la performance ossia la capacità di creare prodotti e servizi in un modello di business sostenibile ed equilibrato</em></strong>. Se necessario portando forse tutto il vostro business all&#8217;estero per farlo crescere e trasformare la vostra base &#8220;italiana&#8221; in una filiale &#8220;all&#8217;estero&#8221;. Non vorrei parafrasare Marchionne, ma la sua provocazione (per chi non ha la dimensione della Fiat) può essere una idea che si applica perfettamente a chissà quante PMI italiane. Si tratta di tornare a produrre risultati di qualità che spesso (troppo spesso) qui non riescono ad esprimersi. All&#8217;estero non dico Svizzera, Austria, UK o USA ma  parlo di economie  alternative che si stanno  sviluppando su basi crescenti e solide (mi viene in mente il Brasile, la Turchia e forse l&#8217; India).</p>
<p>Oppure  possiamo anche stare dove siamo (qui nella nostra ex ricca provincia) e aspettare che il governo &#8220;faccia qualcosa&#8221;. Ma da <strong><em>Business Coach</em></strong> non posso che lanciare alcune provocazioni:</p>
<p>1) Come potrebbe essere il vostro business in una <strong><em>economia che cresce intorno al 6% annuo</em></strong>?</p>
<p>2) Che effetto farebbe lavorare con una <strong><em>manodopera flessibile </em></strong>e una legislazione sul lavoro che consente la flessibilità necessaria e dettata dalla fluttuazione della domanda di mercato?</p>
<p>3) Come vi sentireste in una realtà-paese dove la <strong><em>burocrazia</em></strong> funziona e aiuta le imprese?</p>
<p>4) Come rifareste il vostro <strong><em>business plan</em></strong> dove la tassazione fosse equa e consentisse il reinvestimento nella propria impresa?</p>
<p>5) In altre parole come vi sentireste se il contesto favorisse lo sviluppo e la crescita?</p>
<p>I vostri prodotti e servizi, come verrebbero apprezzati in una economia che cresce e si sviluppa nel tempo rispetto ad una economia recessiva?</p>
<p>Mi rendo conto della provocazione ma il Coaching serve, anzi deve, sviluppare  il pensare &#8220;fuori dagli schemi&#8221; e capire che il tempo delle lamentele è finito e che occorre agire in fretta. Il 2012 è vicino e mi risulta difficile vedere scenari rosei di ripresa a breve. E il ritorno alle performance è obbligatorio per sopravvivere.</p>
<p><strong><em>Chi è che controlla il vostro livello di potenziale?</em></strong> Quante inefficienze si nascondono nel vostro modello di business, quanto pesa il rivolgersi sempre agli stessi Paesi dell&#8217;area euro per il vostro fatturato? Quanti di voi oggi hanno sede in Italia e fatturato all&#8217;estero in zona euro? Cosa impedisce di prendere in considerazione scelte di sopravvivenza importanti?</p>
<p>Il Business Coach non dà consigli, ma deve smuovere (con domande provocatorie) gli scenari (tristi) della nostra zona euro (e italiana in particolare) spingendo all&#8217;azione piuttosto che allo stare a guardare.  Deve fare riflettere sulle abitudini mentali ormai radicate e migliorare la vostra capacita&#8217; critica.</p>
<p>Invito tutti i miei amici imprenditori e business owner (quelli in crisi e quelli che sopravvivono) a inviarmi  i loro pareri e a darmi tre idee su come affrontare <strong><em>la sfida delle performance sostenibili</em></strong> per i prossimi 3 anni&#8230;</p>
<p><a href="http://thenextstep.it/wp-content/uploads/2011/12/brasile.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-1525" title="brasile" src="http://thenextstep.it/wp-content/uploads/2011/12/brasile-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
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		<title>Keep Calm and Carry On</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Nov 2011 17:14:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>federico</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Questo slogan, poi trasformato in poster, fu prodotto dal governo inglese nel 1939 all&#8217;inizio della seconda guerra mondiale con lo scopo di tenere alto il morale del popolo britannico in caso di invasione. Ci vorrebbe anche da noi adesso in questa Italia, alle prese con una ondata speculativa al ribasso dei suoi titoli di stato, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questo slogan, poi trasformato in poster, fu prodotto dal governo inglese nel 1939 all&#8217;inizio della seconda guerra mondiale con lo scopo di tenere alto il morale del popolo britannico in caso di invasione. Ci vorrebbe anche da noi adesso in questa Italia, alle prese con una ondata speculativa al ribasso dei suoi titoli di stato, e alle prese con una struttura economico-finanziaria-fiscale che sconta anni di inefficenze, burocrazia borbonica,evasione fiscale da record, livelli di tassazione (per chi paga) da record, privilegi principeschi (per i soliti furbi) e riforme mai fatte. Finchè le acque sono normali si tira a campare (tipico nostro) ma quando si alza il vento e la burrasca comincia a scuotere la nostra fragile penisola ecco che tutte le &#8220;manutenzioni&#8221; (o falle) mai fatte (o riparate) emergono nella loro drammaticità. Non che il resto della &#8220;flotta&#8221; europea sia messa molto meglio, ma almeno non ha quella zavorra che noi ci portiamo dietro da anni e anni frutto di una insipienza politica e di abitudini immobili e statiche.</p>
<p>L&#8217;aspetto piu&#8217; interessante  di  questo slogan  e&#8217; come oggi sia di estrema attualità in questa Italia, per ciascuno di noi, non solo per tutti noi  presi nella complessita&#8217;, ma per ciascun singolo  individuo.</p>
<p>Quindi teniamo la calma e andiamo avanti. Nel lavoro che facciamo, in quello che potremmo fare e in quello che faremo di sicuro. Diventiamo Coach di noi stessi e decidiamo di essere calmi e aggiungerei &#8220;freddi e razionali&#8221; nel prendere decisioni non emotive (o dettate dal panico) e di &#8220;andare avanti&#8221;. Non a testa bassa come lo sconfitto (o che sta per essere sconfitto) ma come quello che sta facendo una Nuova Resistenza di fronte a un nemico impalpabile e sfuggente  come quello della speculazione finanziaria e di un sistema economico finanziario interconnesso ormai globale.</p>
<p>La vera domanda di <strong><em>coaching</em></strong> è in questo caso : cosa puoi fare tu quando gli &#8220;agenti&#8221; esterni sembrano ingovernabili e la tempesta infuria?</p>
<p>Ricordiamo la famosa frase sull&#8217;atteggiamento: il 10% è quello che succede intorno a voi, e il 90% è come voi reagite a quello che vi succede. L&#8217;atteggiamento è tutto. Vale la pena recriminare e prendersela con il mondo  o è più utile fare piccoli passi individuali verso soluzioni che ci consentano di &#8220;carry on&#8221; il nostro lavoro e proteggere il futuro della nostra generazione?</p>
<p>Ecco quindi alcune <strong><em>azioni da prendere individualmente</em></strong> per affrontare le difficoltà tenendo la calma e andando avanti:</p>
<p>1) <strong><em>Identificate le 3 priorità più urgenti che volete affrontare.</em></strong> Non continuate a fare le cose &#8220;come al solito&#8221;. I casi sono due o non vedete la tempesta (presente o futura) o se la vedete preparatevi a fare qualcosa di diverso dal vostro &#8220;business as usual&#8221;. Non credo che i tempi prossimi futuri siano da affrontare con lo spirito &#8220;facciamo finta di nulla e andiamo avanti&#8221;. Lo spirito giusto è quello di andare avanti facendo cose nuove e diverse  piu&#8217; adatte ai tempi che stiamo vivendo.</p>
<p>2) Una volta definite queste 3 priorità, <strong><em>osservate con attenzione le implicazioni economico finanziarie</em></strong> di ciascuna e valutate gli impatti che hanno sulla vostra vita privata e lavorativa. Quali assumono l&#8217;urgenza di una azione immediata?</p>
<p>3) Stabilite il solito (per chi ha già assimilato la filosofia di Coaching di The Next Step) il  <strong><em>Piano d&#8217;Azione di Coaching</em></strong> e iniziate a rendere operative le azioni che avete scelto in funzione delle vostre priorità.</p>
<p>Attenzione ogni volta l&#8217;impegno si fa maggiore e  il focus sui piccoli miglioramenti quotidiani va accentuato e monitorato. Può darsi che tutto ciò non basti e che  occorrano decisioni più drastiche e impegnative, come quelle di cambiare attività lavorativa o cambiare zona geografica, o prendere rischi &#8220;calcolati&#8221; su come difendere i risparmi da attacchi speculativi.</p>
<p>La parola chiave di coaching di questo Bolg è: <strong><em>cambiamento</em></strong>. Prepararsi a gestire il cambiamento individuale diventa fondamentale, come fondamentale diventa iniziare (in fretta) a sviluppare piani d&#8217;azione coerenti ai nostri obiettivi di breve e di lungo periodo.</p>
<p>Ultima cosa: <strong><em>siate selettivi nella scelta delle fonti di informazione</em></strong> come base per prendere decisioni. Tenete conto che quando i tempi si fanno difficili, i poteri forti esercitano la loro pressione su tutti i sistemi &#8220;ufficiali&#8221; di informazione soprattutto quelli che vengono ritenuti i più credibili e autorevoli. Grazie a Internet si possono selezionare molte fonti diverse e confrontarle per farci una idea più nostra e non monodirezionale.</p>
<p>Buona fortuna!!!</p>
<p><a href="http://thenextstep.it/wp-content/uploads/2011/11/keep-calm-and-carry-on.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-1511" title="keep-calm-and-carry-on" src="http://thenextstep.it/wp-content/uploads/2011/11/keep-calm-and-carry-on-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
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		<title>Team Coaching: quando fare squadra tocca anche all&#8217;Italia&#8230;</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Nov 2011 17:24:51 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Questo blog nasce casualmente in uno dei momenti più importanti della nostra storia politica recente. E nasce all&#8217;insegna a mio avviso di una necessità profonda e sentita a tutti i livelli di &#8220;fare squadra&#8221; superando gli interessi dei singoli (partiti) e mettendo al primo posto il bene della &#8220;squadra&#8221;. Per un Paese individualista e campanilista [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questo blog nasce casualmente in uno dei momenti più importanti della nostra storia politica recente. E nasce all&#8217;insegna a mio avviso di una necessità profonda e sentita a tutti i livelli di &#8220;fare squadra&#8221; superando gli interessi dei singoli (partiti) e mettendo al primo posto il bene della &#8220;squadra&#8221;. Per un Paese individualista e campanilista come il nostro questo è un segnale forte di due cose:</p>
<p>1) <strong><em>Fare squadra per &#8220;andare avanti&#8221; è più forte e importante di ogni interesse di bottega</em></strong>. Lo so che sembra banale e ovvio, ma l&#8217;evidenza ci insegna che se la barca affonda (o se stiamo scivolando inesorabilmente in serie B) pensiamo a unire le forze e a salvare l&#8217;unica scialuppa sulla quale siamo dentro tutti piuttosto che a guardare il colore della mia maglietta. Se non si salva la squadra, si retrocede tutti non solo alcuni di noi.</p>
<p>2) <strong><em>Un team, una squadra senza un leader non va da nessuna parte</em></strong>. Il team deve avere un punto di riferimento solido e credibile, riconosciuto come tale e che ispiri una &#8220;fiducia&#8221; senza ombre. Il termine giusto sarebbe quello inglese di &#8220;TRUST&#8221;. Senza fiducia il leader non è un leader ma un capogruppo (e non si va da nessuna parte).</p>
<p>Ecco, anche un Paese come il nostro, così abilmente feroce a giudicare allenatori e squadre in ambito sportivo, scopre (e speriamo nel tempo non svanisca) l&#8217;importanza del Team anche in ambito politico. Il che non vuol dire pensare tutti la stessa cosa o avere tutti le stesse idee, ma vuol dire superare quel concetto di tifoseria da stadio, dove pur di non far vincere l&#8217;avversario voto contro l&#8217;interesse del Paese.</p>
<p>Allora sorge una domanda per il Leader del Team: <strong><em>il Team va governato con regole &#8220;democratiche&#8221; o con il &#8220;pugno di ferro&#8221; dal Leader?</em></strong> Questa è la sfida del Leader: ogni democrazia ha le sue regole e il Leader viene eletto a maggioranza, ma lo stile di leadership lo decide lui con autorevolezza e &#8220;fiducia&#8221;. Io sono convinto che ancorché il leader appartenga ad uno schieramento &#8220;avversario&#8221; ma sia veramente un Leader, rispettoso, competente e che ispiri fiducia (ancora) ecco che che anche gli &#8220;avversari&#8221; dovrebbero essere pronti a sostenerlo con &#8220;fiducia&#8221;. E la squadra così possa lavorare insieme per il bene di tutti. Ecco quindi che  democrazia e pugno di ferro sono due stili che il leader deve scegliere a seconda dell&#8217;urgenza del momento.</p>
<p>Come al solito mi vengono in mente le domande di Team Coaching che vi voglio proporre e vedere come le potete applicare anche alla vostra &#8220;squadra&#8221; sia essa l&#8217;organizzazione dove lavorate sia la vostra famiglia.</p>
<p>1) <strong><em>Come mi sto comportando all&#8217;interno della mia &#8220;squadra&#8221;</em></strong> , come un leader o come un tifoso che guarda solo ai propri interessi di &#8220;reparto&#8221;?</p>
<p>2) <strong><em>Qual è il bene comune cui la mia &#8220;squadra&#8221; tende?</em></strong> Ce l&#8217;ho ben chiaro, oppure guardo solo il mio orticello? Riesco ad avere una &#8220;vision&#8221; di dove sono gli interessi collettivi? O penso solo ai miei?</p>
<p>3) <strong><em>Per il bene della mia squadra</em></strong>, se fosse necessaria una leadership più adatta al momento, <strong><em>sarei in grado di fare un passo indietro</em></strong> rinunciando al mio Ego di Leader? Se occorresse un difensore o un attaccante, in questo momento, al mio posto, come accetterei la sostituzione?</p>
<p>Fare squadra, qualunque sia il vostro ruolo, di semplici giocatori o <strong><em>Leader</em></strong> o <strong><em>Coach</em></strong> (esterni) alla squadra, è un gioco difficile e di equilibri per definizione instabili. Si tratta di conciliare interessi individuali (del tutto naturali e comprensibili) con quelli dell&#8217;intero Team, si tratta di sacrificare un po&#8217; del vostro ego, della vostra voglia (naturale) di protagonismo, si tratta di accettare la diversità del vostro compagno di squadra, le sue idee che spesso non condividete, sforzandovi di capire le sue ragioni, si tratta di superare le conflittualità e approdare a un concetto di &#8220;bene comune&#8221; che è la sola forza che ci consente di sopravvivere e competere con altre squadre che queste problematiche le hanno già risolte (o accettate) e sono molto più unite e agguerrite di noi.</p>
<p>Ancora una volta i fatti ci dimostrano il ruolo fondamentale del Team come unica forma aggregata di energie per il raggiungimento di uno scopo comune. Al Leader il compito di evidenziare la direzione, la vision e di ispirare quella fiducia, influenzando positivamente le energie di ogni singolo e creando in questo modo le premesse per essere seguito da tutti.</p>
<p>Questo approccio è quello che nel <strong><em>Business Coaching</em></strong> e nell&#8217;<strong><em>Executive Coaching</em></strong> viene richiesto più spesso. Stiamo passando, nelle richieste di intervento, da miglioramento di qualità singole,individuali, a miglioramento delle proprie abilità di <strong><em>Team Leader, </em></strong>di <strong><em>Team Organization</em></strong>. Il battitore libero, sembra in declino. Diventa fondamentale &#8220;allenare&#8221; nuovi Team Leader e aiutarli a fare squadra. Il ruolo del Coach a questo punto diventa cruciale.</p>
<p><a href="http://thenextstep.it/wp-content/uploads/2011/11/parlamento.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-1376" title="parlamento" src="http://thenextstep.it/wp-content/uploads/2011/11/parlamento-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://thenextstep.it/wp-content/uploads/2011/11/bandiera.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-1380" title="bandiera" src="http://thenextstep.it/wp-content/uploads/2011/11/bandiera-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
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		<title>Leadership e Performance per Executive coaching</title>
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		<pubDate>Mon, 31 Oct 2011 22:09:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>federico</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Che ci sia uno stretto legame tra leadership e performance è noto da tempo. Quello che non è noto è come  la leadership fa da &#8220;tappo&#8221; alle nostre performance. Vediamo di spiegare questo concetto che sto osservando da tempo in pratica  nei miei <strong>executive coaching</strong> o nei <strong>coaching aziendali</strong> dove capi area, o direttori di filiali si adoperano a lavorare sempre di più  in termini di tempo invece di lavorare sulla loro leadership personale e di gruppo.</p>
<p>Per migliorare le performance cosa fanno questi signori? Aumentano le ore di lavoro, oppure lavorano su nuovi processi, si adoperano in ogni modo per guadagnare qualche punto percentuale di &#8220;produttività&#8221; con una fatica immane e con risultati di solito non correlati all&#8217;impegno profuso.</p>
<p>Il rendimento cresce migliorando la leadership individuale, non la quantità di lavoro. Addirittura questo vale anche per i team. L&#8217;intera prima linea di una società dove faccio <strong>executive coaching</strong> all&#8217;A.D. ha tuttora una abitudine a fermarsi 12 ore in ufficio per mostrare l&#8217;impegno e la dedizione al lavoro. Sono migliorati i risultati? Neanche per idea. Anzi all&#8217;A.D. sono stati chiesti immediati provvedimenti per far crescere le performance della sua azienda (e quindi della sua prima linea). No, lavorare di più non serve.</p>
<p>Noi performiamo in modo direttamente proporzionale alla nostra leadership: se abbiamo (ipotesi) una leadership di 6 (in una scala da 1 a 10), il nostro rendimento sarà di 4 o 5. Se abbiamo una leadership di 9 il nostro rendimento sarà di 7-8. Il potenziale della nostra leadership dovra&#8217; essere sempre piu&#8217; alto di quello del nostro rendimento per avere dei risultati significativi. Quindi per crescere dobbiamo agire prima sulla nostra leadership personale. Ora capite in che modo la leadership fa da tappo al processo della performance ?</p>
<p>Vediamo cosa possiamo fare a riguardo:</p>
<p>1) <strong>Investite sull&#8217;apprendimento continuo.</strong> Della Leadership. Occorre impegnarsi in ogni aspetto chiave di questa disciplina per migliorare e per crescere.Dedicate un&#8217;ora al giorno allo studio e alla pratica di diventare più leader e meno esecutori. Leggete libri e osservate cosa fanno i leader accanto a voi, quelli che voi stimate e riverite come leader naturali ed empatici.</p>
<p>2) <strong>Gradualmente lavorate di meno sulla quantità</strong>, e iniziate a lavorare sugli aspetti più <strong>strategici</strong> del vostro lavoro. Partite dalle piccole cose e decidete di fare come volete veramente e non come vuole il&#8221;sistema&#8221;.Ad essere follower non è mai diventato famoso nessuno. Pensare in modo strategico può sembrare poco &#8220;remunerativo&#8221; nel breve periodo. Peccato che nel medio &#8211; lungo sia la parte vincente del nostro lavoro. E oggi, tutti rincorriamo il breve e l&#8217;immediato, perdendo regolarmente il treno della leadership.</p>
<p>3) <strong>Allontanatevi  sempre di più dalle prestazioni ordinarie</strong> (come le fanno tutti) e <strong>decidete</strong> di percorrere strade nuove . Il  rischio  e&#8217; di essere non capiti e criticati, ma la leadership è una strada solitaria e in salita. Ma quanto senso da in più alle vostre  giornate? E di quanto aumenta il vostro  vero rendimento?</p>
<p>Lo so che il rendimento e le performance sono frutto di un lavoro di squadra e che nessuno, da solo, è in grado di raggiungere alcunchè senza un team, ma qui si tratta di voi stessi. E del vostro  <strong>atteggiamento</strong> verso il vostro spazio di crescita. Se siete di mentalità &#8220;fissa&#8221;, non vi sfiora nemmeno l&#8217;idea che voi possiate far crescere e alimentare il leader che è in noi. Ma se per ipotesi siete di mentalità in  &#8221;crescita&#8221; ecco che allora volete  imparare costantemente  e diventare quel qualcosa che vi ispira e che vi fa stare e vivere con più &#8220;senso&#8221; e soddisfazione. E le performance secondo voi come cambieranno ?</p>
<p><a href="http://thenextstep.it/wp-content/uploads/2011/10/tappo1.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-1360" title="tappo" src="http://thenextstep.it/wp-content/uploads/2011/10/tappo1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
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		<title>La saggezza della montagna&#8230;</title>
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		<pubDate>Tue, 25 Oct 2011 20:38:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>federico</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A volte leggendo qua e la sui giornali e nel web ci si imbatte in personaggi che ben possono essere esempio di cosa voglia dire essere un vero innovatore. E non necessariamente li ritroviamo nei campi tipici dell’innovazione come la tecnologia e il business ma li troviamo anche in situazioni e settori piu’ diversi. Nella [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A volte leggendo qua e la sui giornali e nel web ci si imbatte in personaggi che ben possono essere esempio di cosa voglia dire essere un vero innovatore.</p>
<p>E non necessariamente li ritroviamo nei campi tipici dell’innovazione come la tecnologia e il business ma li troviamo anche in situazioni e settori piu’ diversi.</p>
<p>Nella bella intervista a Reinhold Messner fatta da Pietro del Re su Repubblica di qualche giorno fa, l’altoatesino fa un bilancio della sua vita e delle sue imprese con sincerita’ spiegando che cosa ha fatto la differenza nel suo modo di essere alpinista.</p>
<p>Quello che e’ interessante notare, al di la’ della vita avventurosa, e’ <strong><em>l’approccio</em></strong> che lui ha applicato a ogni impresa in condizioni di difficolta’ estrema a stretto contatto con la natura(chiamata da lui il caos) e il <strong><em>pragmatismo</em></strong> che ha utilizzato piu’ volte nella lotta della sopravvivenza (se cominci a reagire forse riuscirai a uscirne&#8230;).</p>
<p>Mi sono chiesto quanto possiamo trarre da queste esperienze da lui descritte e applicare nella nostra vita professionale magari non vissuta al limite, come la sua, ma ricca di momenti difficili e stressanti.</p>
<p>Ho riassunto i seguenti punti, tratti dalla sua intervista:</p>
<p>A) <strong><em>Pensa a qualcosa</em></strong> che gli altri ritengono impossibile .E combatti i pregiudizi radicati nel tempo, le abitudini ormai diventate leggi per gli altri. Preparati e &#8230;compi il prossimo passo!</p>
<p>B) <strong><em>Investi in cultura. </em></strong>Leggi ,studia impara &#8230;utilizza il tuo tempo libero per conoscere e imparare</p>
<p>C) <strong><em>Sii perfezionista</em></strong>. Cura i <strong><em>dettagli</em></strong>, studia perfettamente il tuo piano A e anche un piano B per i momenti più complicati.</p>
<p>D)Abbi una <strong><em>mente determinata</em></strong> e un <strong><em>atteggiamento deciso</em></strong> riguardo l’obiettivo che ti sei posto.</p>
<p>E) <strong><em>Conosci perfettamente l’avversario</em></strong> e non pensare di sottovalutarlo .Fai l’inventario di tutte le risorse accessibili al tuo interno e utilizzale al momento opportuno.</p>
<p>Sono consigli di saggezza e di <strong><em>leadership</em></strong>, di <strong><em>coaching</em></strong> e di <strong><em>training</em></strong> molto potenti e stimolanti. Ci dicono in fondo che le sfide che la natura ci propone non sono molto diverse da quelle che il business, il mercato  e la vita lavorativa ci propongono tutti i giorni. La differenza siamo noi, con il nostro atteggiamento positive e la nostra voglia di vivere ogni giorno con una nuova cosa imparata o una nuova conoscenza appresa.</p>
<p>Ecco il link dell&#8217;intervista: <a href="http://bit.ly/rep_messner">http://bit.ly/rep_messner</a></p>
<p><a href="http://thenextstep.it/wp-content/uploads/2011/10/foto_montagne_33.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-1346" title="foto_montagne_33" src="http://thenextstep.it/wp-content/uploads/2011/10/foto_montagne_33-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
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